1 Circolo Didattico Ventimiglia 1Circolo Ventimilgia
PREMESSA

 

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Il territorio
         

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I bisogni formativi dell'utenza
         

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Le scelte educative
         

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L'impegno della scuola
         

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Nell'ottica della riforma
   

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Le prove INVALSI

 

                                 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il territorio

La posizione geografica del Comune di Ventimiglia, città al confine con la Francia, ha favorito, negli anni Sessanta, una massiccia immigrazione dal Sud Italia.

Oggi vede un flusso di popolazioni di etnie diverse ed un nuovo, lento ma continuo insediamento di popolazioni straniere.

Questa situazione ha provocato un significativo indebolimento del tessuto sociale, con la perdita di un’identità culturale fondata su valori condivisi, su modelli stabili di riferimento, su forti legami familiari, su chiarezza di ruoli singoli e collettivi.

Il benessere economico di una larga fascia di popolazione deriva da attività lavorative svolte oltre frontiera. Sul territorio cittadino, l’occupazione si svolge soprattutto nel settore commerciale, meno nel settore terziario ed impiegatizio; è quasi nulla nel settore dell’agricoltura, dell’artigianato, della piccola imprenditoria produttiva.

Sono  anche presenti su tutto il territorio fasce di disoccupazione adulta e manifestazioni di disagio giovanile, con fughe verso comportamenti ai limiti della norma, non certo facilitanti una civile ed armoniosa convivenza.

La popolazione infantile, sottoposta a molteplici sollecitazioni di sviluppo  personale e culturale, porta a scuola la sua estrema fragilità, la necessità di essere seguita e rassicurata nella propria crescita, la difficoltà  ad assumere ruoli individuali e sociali.

Le scuole del 1° Circolo di Ventimiglia, situate in centro urbano con i plessi di via Veneto, via Chiappori, via Roma, e nel Centro storico, con i plessi di via Porta Nuova e via al Capo, accolgono l’utenza più significativa e rappresentativa del tessuto sociale, della sua composizione e dei suoi mutamenti.

Esse si adoperano per una continua interazione con l’ambiente, nella progettazione di un percorso formativo per gli alunni, fondato su principi condivisibili nel campo del sapere, del saper fare, del saper essere.

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    I bisogni formativi dell’utenza

I bisogni formativi dell’utenza possono essere individuati tenendo conto di un duplice aspetto della personalità:

  • un sano sviluppo personale, raggiungibile attraverso percorsi culturali che orientano al superamento delle insicurezze, favoriscono l’acquisizione delle autonomie, aiutano la compensazione di problematiche affettive, relazionali e comportamentali.
  • una chiara dimensione sociale, in cui il consolidamento dell’identità personale interagisce con lo sviluppo del senso di appartenenza ad una comunità, operando una reciproca integrazione, accoglienza, riconoscimento e valorizzazione  delle diversità.

 

 

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Le scelte educative

Le scelte educative delle scuole del Circolo, coerentemente con quanto previsto a livello nazionale, si assumono un compito di pregnante valenza educativa nei confronti di minori ed adulti.

In modo particolare, per i minori dai tre ai cinque anni, la scuola infanzia si pone come luogo in cui il bambino matura la sua identità, conquista  le sue autonomie di base, sviluppa le principali competenze di integrazione e riconoscimento della realtà.

La scuola primaria è ambiente significativo di apprendimento, inteso alla promozione della prima alfabetizzazione culturale. Con interventi sistematici ed intenzionali, promuove la formazione dell’uomo e del cittadino nel quadro dei principi sanciti dalla Costituzione, l’educazione e la convivenza democratica, l’organizzazione dei contenuti del sapere, del saper fare, del saper vivere e del saper essere.

Ogni scuola si pone come momento e luogo di confronto e di dialogo, con possibilità di obiettivi comuni e condivisi ed un reciproco impegno di rispetto dei ruoli e delle funzioni. 

 

 

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L’impegno della scuola

Le scuole dell’infanzia  e primarie del Circolo organizzano i contenuti culturali secondo la loro pregnanza educativa e formativa.

In modo particolare mirano a dare:

1.    Accoglienza ad ogni minore ed integrazione nel gruppo classe.

2.   Accoglienza ed integrazione dei portatori di handicap, di svantaggio, di diversità     culturale, anche con la predisposizione di percorsi individualizzati.

3.    Offerta formativa articolata per il perseguimento degli standard essenziali.

4.    Curricoli integrativi di approfondimento, recupero e rinforzo,

5.    Possibilità di ampliamento dell'offerta formativa.

6.    Controllo dei processi di apprendimento attivati e verifica dei risultati.

7.     Formazione dei laboratori e flessibilità dei gruppi di apprendimento.

 

 

 

 

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Nell’ottica della riforma

Nelle scuole del Circolo vengono garantite alcune innovazioni introdotte dalla riforma avviata dalla legge 53 del 28 marzo 2003.

1.     Per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria: le famiglie esercitano il diritto di scelta di tempi scuola più o meno lunghi.

2.     E’ accolta la richiesta di anticipo delle iscrizioni per la frequenza sia della scuola dell’infanzia sia della scuola primaria. La prima è subordinata alla disponibilità di organico docente e di posti.

3.     E’ fornito supporto al percorso formativo del singolo alunno attraverso l’adozione del portfolio individuale e la progettazione di piani di studio personalizzato.

4.     Tutti gli insegnanti svolgono la funzione tutoriale su gruppi di alunni. In particolare, assicurano la presenza di 18 ore sulle prime tre classi e 12 sulle ultime due. Curano il percorso formativo degli alunni del gruppo affidato, anche attraverso attività di orientamento alle famiglie, svolgendo nei loro confronti gli adempimenti di cui al punto 3

5.    Viene implementato lo sviluppo delle lingue straniere e dell’informatica, già avviato negli anni in tutte le scuole del Circolo, attraverso forme sperimentali di flessibilità organizzativa e didattica.

 

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Le prove INVALSI

 

 

La rilevazione degli apprendimenti per l’anno  scolastico 2005-2006 è parte  del monitoraggio annuale  del sistema  educativo di istruzione condotta dal Servizio  Nazionale di Valutazione,  che  si colloca all’interno di un Quadro normativo nazionale.

L’obiettivo di tale servizio, ribadito nel decreto legislativo n. 286 del 2004, è  di valutare  l’efficienza e l’efficacia del sistema “inquadrando  la valutazione nel contesto internazionale”.

Il periodo di somministrazione è previsto per l’inizio dell’anno scolastico (novembre-dicembre).

Vengono valutati “i livelli di padronanza mostrati dagli allievi  nelle conoscenze e nelle abilità raccolte negli OSA”

Il Ministero  ha indicato le discipline da monitorare: Italiano, Matematica, Scienze.

Inoltre  ha ribadito  il carattere di obbligatorietà  per le scuole del Primo Ciclo (scuola primaria) pubbliche e paritarie nelle classi seconde e quarte.

 

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